Attacco terroristico a Garissa, Kenya: Amref in prima linea nelle operazioni di soccorso - Idir

Attacco terroristico a Garissa, Kenya: Amref in prima linea nelle operazioni di soccorso

ATTACCO IN KENYA: AMREF IN PRIMA LINEA NELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO.

MARIO RAFFAELLI: UNA NUOVA TAPPA NELL’ESPORTAZIONE DEL TERRORISMO, LE RISPOSTE NELLE POLITICHE DI COOPERAZIONE

 

Un numero imprecisato di uomini armati questa mattina ha lanciato un attaccato mortale all’Università di Garissa nel nord del Kenya. Gli aggressori hanno colpito alle 5.30 di oggi, 2 aprile 2015. I 33 operatori di Amref Kenya nella sede di Garissa, insieme ai Flying Doctors, in prima linea nel prestare soccorso e gestire l’emergenza.

 

Nairobi, 2 aprile 2015 – Il bilancio finale dell’attacco al Garissa University College è di 147 morti, mentre decine di persone sono in cura presso il Garissa General Hospital. Il personale di Amref Kenya, che a Garissa conta sulla presenza di 33 operatori, è stato il primo a rispondere alla chiamate di emergenza, utilizzando uno dei veicoli d’ufficio per trasportare i feriti in ospedale. La flotta degli Amref Flying Doctors ha anche inviato un’equipe medica a bordo di tre aerei a Garissa – due Re Lear e un Caravan – per evacuare vittime e feriti. Il primo gruppo di vittime è arrivato a Wilson in un elicottero  dove il nostro team di Flying Doctors ha preso in carico la gestione dell’emergenza.

 

L’attacco a un college in Kenya e l’alto numero di vittime segnano una nuova tappa nella esportazione degli attacchi terroristici nei Paesi limitrofi da parte degli Shabab. Inoltre, il fatto che sia stato attaccato  un college e che, come sembra, si sia operata una divisione fra ostaggi islamici e cristiani,  indica una inquietante similitudine con il modo di operare dell’Isis. Se si stabilisse realmente un’affiliazione e un coordinamento fra le due organizzazioni ciò renderebbe ancora più pericolosa e letale l’azione degli Shabab. E’ quindi necessario che la Comunità internazionale moltiplichi gli sforzi per accelerare e rendere credibile il processo di transizione in Somalia, evitando il rischio che la destabilizzazione possa propagarsi da quel Paese in tutto il Corno d’Africa“. É il commento a caldo di Mario Raffaelli,  presidente della sezione italiana di Amref Health Africa e vicepresidente del board internazionale dell’organizzazione, da poco tornato dalla Somalia dove sta seguendo il processo di pacificazione per l’Awepa (organizzazione dei Parlamenti Europei, in sostegno ai Parlamenti Africani).
“Il terrorismo sfrutta i contenziosi locali, facendo leva sull’emarginazione e la miseria. Come evidentemente questi 13 anni di cosiddetta “guerra globale al terrorismo” ci hanno mostrato, la sola risposta militare è inutile e  quando non addirittura controproducente. Lo sforzo della comunità internazionale deve essere quella di  fornire sostegno ai gruppi tolleranti, democratici, che accettano una ipotesi di convivenza pacifica delle diverse culture e religioni, con una strategia globale capace di affrontare con una visione unitaria i problemi aperti in Medio oriente, in corno d’Africa e nel Shael“.

 

Amref Health Africa  – che ha la sua casa madre in Kenya, dove lavora da quasi 60 anni con progetti di salute – fa la sua parte attraverso gli strumenti della cooperazione e del dialogo con i Governi africani. Ridurre le disuguaglianze in salute tra le persone, rafforzando i sistemi sanitari locali, dando risposte – acqua, salute materno infantile, istruzione, igiene – alle comunità svantaggiate è la strada di Amref per togliere il terreno fertile alla violenza. Un contributo in salute che può essere una chiave per la stabilità e lo sviluppo economico.

Si possono seguire gli aggiornamenti in tempo reale su Twitter attraverso @AmrefFlyingDoctors, @Bazira e @Amrefit